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Restauro e ristrutturazione della barchessa di villa Brazolo (ex Scuola elementare) e Loggia da adibire ad OSTELLO
Restauro della Barchessa di Villa Brazolo: nasce l’Ostello dei Pellegrini
L’intervento di restauro e ristrutturazione di una porzione di Villa Brazolo rappresenta uno dei momenti più significativi del progetto di rigenerazione urbana di Tribano. Il piano ha interessato il primo piano dell’ex Scuola Elementare (circa 475 mq) e la Loggia adiacente, trasformando spazi precedentemente degradati in una moderna struttura ricettiva.
Un ponte tra storia e accoglienza
Palazzo Brazolo, nobile residenza di campagna fin dal 1425, è il cuore identitario del borgo. Il progetto di recupero si è posto due obiettivi fondamentali: la conservazione del valore testimoniale dell’edificio e la sua rifunzionalizzazione in ostello. La struttura è stata pensata specificamente per accogliere i giovani e i pellegrini che percorrono la Via Romea Germanica, inserendo Tribano nei circuiti internazionali del turismo lento.
Spazi e Organizzazione
L’ostello è dimensionato per ospitare 24 posti letto e si articola in aree funzionali progettate per ottimizzare il comfort e la socialità:
Le Stanze: Tre ampie camere sul lato sud ospitano otto posti letto ciascuna. Ogni ospite dispone di un nucleo indipendente in legno lamellare dotato di letto, cassettone per i bagagli, mensole, presa elettrica e illuminazione autonoma.
Area Comune e Reception: Il grande corridoio nord (lungo 22 metri) è stato trasformato in zona relax e convivialità. Per restituire l’assetto originario alla facciata e garantire luce naturale, sono state riaperte quattro finestre storiche precedentemente tamponate.
Cucina e Loggia: L’area pranzo si sviluppa nel corpo della loggia, con una cucina organizzata su due livelli che sfrutta i dislivelli architettonici per creare zone seduta originali.
Servizi: Il blocco a est comprende tre servizi igienici (inclusi quelli per disabili), una lavanderia e un deposito bagagli.
Accessibilità e Sostenibilità
L’intervento ha prestato massima attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche. Non potendo inserire un ascensore senza alterare il vano scala storico, è stato installato un servoscala integrato in un nuovo parapetto di design in metallo e legno. L’autonomia funzionale della struttura è garantita rispetto al Centro Auser situato al piano terra, pur mantenendo un ingresso comune che favorisce l’incontro intergenerazionale.
Questo restauro non solo salva un bene monumentale, ma lo riconsegna alla comunità come infrastruttura di servizio capace di generare indotto per l’intera economia locale.